si puo scegliere

16 Giugno. Si può scegliere. Soffrire al lavoro non è una fatalità

La Fondazione Scuola di Alta Formazione Donne di Governo in collaborazione con la Libreria delle donne è orgogliosa di prsentare il volume

Si può scegliere. Soffrire al lavoro non è una fatalità
di Christophe Dejours,
Moretti &Vitali 2021

In questo libro, si riconosce la sofferenza nel lavoro e la necessità di nuove ipotesi di organizzazione che garantiscano salute mentale e riuscita dell’impresa. L’autore fornisce le chiavi per cambiare la forma del lavoro e, con questo, della società. C’è qualche cosa da aggiungere?

Appuntamento per il 16 giugno alle ore 18.30, online dove discutono di questi argomenti:

Annarosa Buttarelli, direttrice della collana “Pensiero e pratiche di trasformazione” e

Luisa Pogliana, Associazione Donnesenzaguscio, entrambe della Fondazione Scuola Donne di Governo.

 

L’incontro sarà online, sulla piattaforma Zoom. Compila il modulo per la prenotazione del posto!

Per acquistare online Si può scegliere. Soffrire al lavoro non è una fatalità

https://www.bookdealer.it/goto/9788871868158/607

In allegato la locandina.

SINOSSI

 

Orizzontalità, autonomia, flessibilità, self-management: nel corso degli ultimi decenni un pugno di concetti ha orientato una mutazione genetica del mondo del lavoro. Cambiamenti imposti dall'alto tramite nuove forme di gestione sono andati di concerto (nella maggior parte dei paesi europei) a nuove legislazioni tese a smantellare garanzie e diritti novecenteschi. Ciò ha contribuito a una precarizzazione della vita lavorativa che, parallelamente, veniva promossa con insistenza presso i lavoratori "nel loro stesso interesse" da una retorica diffusa in modo capillare (dai Master in business administration più costosi ai manuali di self-help e ai barbecue aziendali). Scisso tra desideri di libertà e un disciplinamento (di ritmi e corpi) reso sempre più serrato dalle nuove tecnologie, il rapporto delle soggettività contemporanee con il lavoro attraversa un cambiamento epocale. Da circa trent'anni Christophe Dejours indaga le conseguenze nefaste per la salute mentale delle organizzazioni manageriali del lavoro, diventate prassi generale dagli anni '80 in poi. Purtroppo la storia gli ha dato ragione: nelle imprese e in diverse aree i suicidi si moltiplicano. Nella prima parte del libro, sono analizzate perciò le condizioni di lavoro in un servizio di rianimazione di un ospedale pubblico e in una impresa di telefonia. Si scopre che le derive del lavoro non cessano di aggravarsi, nel settore pubblico come in quello privato. Se l'esplosione di sofferenza nel lavoro oggi è riconosciuta, non lo è altrettanto la responsabilità di cercare nuove ipotesi di organizzazione e di predisporre una osservazione per verificare se funzionano umanamente. Questo è l'oggetto della seconda parte del libro: Dejours rende conto di un'esperienza fatta lungo sette anni con un economista allo scopo di trovare una re-organizzazione del lavoro che possa garantire la tutela della salute mentale insieme alla tutela della riuscita commerciale dell'impresa. L'autore fornisce a chi governa tutte le chiavi per cambiare finalmente la forma del lavoro e, di conseguenza, anche della società.




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