La nostra pinacoteca. Lee Krasner e il respiro della pittura

La nostra pinacoteca. Lee Krasner e il respiro della pittura

Ecco la quarta puntata della rubrica di approfondimenti sull'arte "La nostra pinacoteca" a cura di Francesca Mellone che vuole rivelare il contributo di alcune artiste nellab storia dell'arte e dell'immaginario estetico.

Lee Krasner e il respiro della pittura

«Voglio che una tela respiri e sia viva, questo è il punto».

Pittrice immensa, pioniera dell'espressionismo astratto, artista visionaria, imprevedibile, sperimentale, in un mondo artistico “maschile” come quello della Scuola di New York, Lee Krasner (Brooklyn, 27 ottobre 1908 - New York, 19 giugno 1984) è stata a lungo ricordata solo come moglie di Jackson Pollock. Nata a Brooklyn, da una famiglia di ebrei ortodossi, già a 14 anni decide che sarebbe diventata un'artista. Cambia nome da Leonor al più androgino Lee ed entra nelle migliori accademie di New York. Frequenta la National Academy of Design, ma si ritira perché la retta è troppo onerosa; si trasferisce, al City College, dove le lezioni sono gratuite, mentre, più tardi, frequenta la Hans Hofmann School of Fine Arts per seguire i corsi sul Cubismo. Con la Grande depressione del '29, tramonta la stagione del realismo figurativo, a beneficio di un nuovo movimento artistico: l'Espressionismo Astratto, inviso all'establishment puritano per le sue ascendenze europee. In realtà, è il sentimento libertario a creare inquietudine, in quanto si intuisce come la “liberazione del segno” veicoli il contenuto di una critica sociale, coincidente, per Krasner, con l'adesione alla causa femminista.
Krasner e Pollock si conoscono, a New York nel 1941 e si sposano nel 1945. Grazie a un prestito, ricevuto da Peggy Guggenheim, acquistano una piccola fattoria a The Spring, vicino a East Hampton.
La storia di lei, come la storia di altre artiste, dimostra che una donna deve darsi tempo prima di ottenere riconoscimenti, soprattutto se conduce la sua esistenza accanto a un mostro sacro come Pollock.
Krasner ottiene, infatti, la sua prima personale alla Whitechapel Gallery di Londra, nel 1965, toccando, dunque, l'apice della notorietà tardi e dopo la morte di Pollock. Il terzo millennio è pronto a esaltare la sua folgorante produzione: dai primi autoritratti alle Little Images fine anni '40 ai collage anni '50 alle monumentali tele All- Over inizio '60.

Un percorso


Anni Quaranta. Krasner partecipa alla mostra di pittura americana e francese della galleria McMillen Inc. Ne è un esempio Mosaic Table (1947), la cui superfice riluce di chiavi, gioielli, monete e frammenti di vetro: oggetti, trovati per caso nell'abitazione a The Spring.

Krasner, Mosaic table

Anni Cinquanta. Nell'ottobre del 1951, in occasione della sua prima personale alla Betty Parson Gallery, quattordici tele rimangono invendute. Delusa, Lee cambia registro, per realizzare una sequenza di disegni in bianco e nero, che subito distrugge. Poi, l'intuizione: assembla i fogli strappati e alcuni disegni che Pollock ha scartato, stendendo sopra decise pennellate di vernice. Il risultato sono 12 collage esposti nel settembre 1955 alla Stable Gallery.

Lee_Krasner_Night_LightLee Krasner, Night Light

Il Presagio. Prophecy (1956) - un insieme di arti umani tagliati e sanguinanti- è un'opera che, ultimata, l'artista interpreta sbigottita come un presagio.

Krasner_ProphecyL'11 agosto 1956, Lee riceve una telefonata: Jackson Pollock è morto in un incidente stradale, ubriaco al volante della sua auto, a South-Hampton. Solo, qualche settimana dopo, Krasner riprende a dipingere, perché:

«Dipingere non è qualcosa di estraneo alla vita. È la stessa cosa. È come se mi chiedessero se voglio vivere».

Insonne, Lee lavora di notte nello studio-fienile di Pollock. Inchioda le tele senza cornice direttamente al muro e decide di limitare la sua tavolozza al bianco e alla terra, conferendo ai dipinti una consistenza “organica”.

Di nuovo il colore. All'inizio degli anni Sessanta, il colore riesplode nelle tele di Lee che, rottasi il braccio destro, impara a usare la mano sinistra. Applica la vernice direttamente dal tubo e usa le dita della mano destra per guidare i movimenti. Sono parole sue: «con il colore si ottiene un'energia che sembra avere a che fare con la stregoneria».

krasner, Milkweed_collage_1955

Rinascita. Il Whitney Museum of American Art di New York ospita, nel 1973, una grande mostra personale dell'artista. La tela protagonista è Palingenesis (1971) di cui l'autrice dichiara: «l'evoluzione, la crescita e il cambiamento non si fermano mai. Il cambiamento è vita».

Krasner_Palingenesis_1971Krasner, Palingenesis, 1971

Lee Krasner muore nel 1984. La sua dimensione è di non aver mai ripetuto se stessa: nemmeno una volta.

Francesca Mellone




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